MIRROR PRINCIPLE
(Tutte le schede e tabelle di allenamento pubblicate su questa pagina sono liberamente utilizzabili, senza responsabilità di alcun tipo da parte dell'estensore delle stesse)
domenica 20 marzo 2016
venerdì 18 marzo 2016
PASSI ALLENAMENTO
Utilizzando un test crono su 100 mt. sl e 200 mt sl è possibile predisporre una griglia dei tempi/passi da tenere in allenamento sulle varie distanze, secondo i vari lavori necessari: AEROBICO/SOGLIA/VO2MAX/ANAEROBICO >(a1 a2 b1 b2 c1 c2 )
Se sei interessato ad avere questa griglia, scrivimi e forniscimi i due crono citati:
lunedì 14 marzo 2016
mercoledì 9 marzo 2016
domenica 6 marzo 2016
SET DI BUON COMPLEANNO... 6/3/2016
ieri eera il mio compleanno (56) e come ogni anno la domenica successiva nuoto un set composto da N scatti da 100 mt.
Oggi dunque il set era composto da 56 x 100 mt. Ripartenza fissa a 1'40 (anche per gli sciolti).
Dettaglio:
5 sciolti passo 1'25
10 palette e pull passo 1.17/18
3 sciolti
10 palette piccole e pull passo 1.18/19
3 sciolti
10 SL completo passo 1.22
3 sciolti
10 pull passo 1.19
2 scioltissimi
Tot 5600 mt - 1h34 ca.
Soddisfatto di sentirmi bene quando nuoto in soglia. fare 56 ripartenze a 1'40 è di grande condizionamento aerobico.
Domani riparte una settimana di carico.
CAMPIONATI REGIONALI MASTER PIEMONTE - VAL D'AOSTA - ST.VINCENT 27/02/2016 - Vasca 25 mt.
Da metà dicembre i miei allenamenti si sono ridotti e frazionati, (problemi famigliari e 2 settimane fermo per costole incrinate) poca continuità e poca intensità...
Il risultato inevitabile sta nei due crono ottenuti sabato a St.Vincent:
400 sl - 1° in 5'12"96 (passaggio ai 100 in 1'12"08) - 864,74 punti
800 sl - 1° in 11'00"20 ( passaggio ai 100 in 1'16"15) -848,61 punti...
Nei 400 (media 1'18 ogni 100 mt.) ho patito, anche per il passaggio troppo veloce, ma neppure troppo.
Negli 800, nuotati dopo a media di 1'22"5 ogni 100 mt, ho subito la stanchezza dovuta al 400 e anche la scarsa intensità degli allenamenti degli ultimi due mesi, come si può vedere dal grafico sotto riportato.
Peccato peggiorare il 10'57 della vasca lunga di inizio stagione, o il 10'53 sempre di vasca lunga dell'anno scorso, ma c'è poco da recriminare...
Ora si gira pagina, si torna a costruire e vediamo cosa riesco ad ottenere nella seconda parte della stagione, sempre se riesco a nuotare con consistenza.
Partiamo da oggi, con un bel B2 - Vo2max.
Dal grafico sottostante si può notare come dal 15/12/2015 l'intensità, (e il volume) siano diminuiti e si siano fatti incostanti.
domenica 28 febbraio 2016
domenica 21 febbraio 2016
domenica 14 febbraio 2016
domenica 7 febbraio 2016
domenica 31 gennaio 2016
IRONMAN SWIM TRAINING
Due tabelle di allenamento nuoto per chi sta preparando un IRONMAN o un IRONMAN 70.3, un pò diverse dal solito. Lo sviluppo segue il tracciato di gara della frazione nuoto dell'IRONMAN di ZURIGO e dell'IRONMAN 70.3 di St.Polten - Austria. L'allenamento è frazionato secondo le distanze che dividono le varie boe sul campo gara effettivo. Nuotiamolo con body da triathlon o con wetsuit/copribody, cuffia, occhialini e crono al polso.
Prendiamoci il crono dal via e lo ...split al passaggio sull'isola o sul ponte. Una volta per vasca alziamo la testa come per orientarci in open water. Al termine di ogni vasca, fermiamoci mezzo metro prima del bordo, non tocchiamo, giriamo e ripartiamo senza spingerci. Ad ogni boa facciamo una pausa di 30". Stoppiamo il crono a fine allenamento. Avremo coperto rispettivamente la distanza di gara di 3800 mt e 1900 mt. Sottraendo le pause potremo avere una buona idea del nostro crono in gara.
Prendiamoci il crono dal via e lo ...split al passaggio sull'isola o sul ponte. Una volta per vasca alziamo la testa come per orientarci in open water. Al termine di ogni vasca, fermiamoci mezzo metro prima del bordo, non tocchiamo, giriamo e ripartiamo senza spingerci. Ad ogni boa facciamo una pausa di 30". Stoppiamo il crono a fine allenamento. Avremo coperto rispettivamente la distanza di gara di 3800 mt e 1900 mt. Sottraendo le pause potremo avere una buona idea del nostro crono in gara.
venerdì 29 gennaio 2016
mercoledì 27 gennaio 2016
sabato 23 gennaio 2016
domenica 17 gennaio 2016
SCEGLIERE IL MIGLIOR ALLENATORE
Per ottenere risultati da una stagione di allenamenti
occorre fare attenzione ad una serie di fattori.
TECNICA: il gesto tecnico deve essere adeguato e funzionale,
diversamente si sprecherebbero energie ottenendo risultati inferiori a quanto
atteso;
PIANIFICAZIONE & ALTERNANZA DI STIMOLI: la
pianificazione, con adeguata periodizzazione ed alternanza degli stimoli
allenanti, è indispensabile per far fruttare l’impegno profuso, ed evitare
anche eventuali overtraining e infortuni;
PROGRAMMAZIONE: dobbiamo conoscere fin dall’inizio della
stagione quale è e dove si pone, come calendario, l’obiettivo/gara principale,
così come gli obiettivi/gare secondarie, onde pianificare l’avvicinamento con stimoli e scarichi giusti, per entrare in
forma al momento desiderato.
IMPEGNO RICHIESTO: l’impegno richiesto, o carico esterno,
viene profuso quando si seguono le tabelle delle varie sessioni, quindi facendo
warm-up, attivazione, soglia, aerobico, Vo2max, anaerobico, ripetute, endurance,
cool-down.
FEEDBACK: il feedback, o carico interno, è la risposta che
il nostro corpo da all’impegno profuso. Può essere analizzato attraverso l’elaborazione
dei dati che il nostro computer da polso ci fornisce, su apposito software, ma
anche attraverso la percezione dello sforzo e le sensazioni che una sessione,
un lavoro o una settimana di training ci danno. Da sottolineare che il feedback
“data” del computer da polso è tecnologico e tipizzato, in base a diversi
fattori. Potrà essere molto preciso, in base a quanti fattori analizza, ma
rimane un dato statistico. Invece le sensazioni naturali dell’atleta sono
fondamentali e molto più importanti.
Tutti questi fattori sono necessari ed utili per la buona
riuscita della stagione di training. Normalmente la TECNICA viene impartita da
un ISTRUTTORE della disciplina specifica, la PIANIFICAZIONE e la
PROGRAMMAZIONE, da un tecnico/allenatore, l’IMPEGNO RICHIESTO, sotto forma di
schede di allenamento, da un allenatore. Il FEEDBACK tecnoligoco è a carico del
computer da polso e dell’atleta stesso. Il FEEDBACK personale dato dall’atleta
stesso rimane l’elemento più importante di tutti e mi porta a dire che
IL MIGLIOR ALLENATORE DI UN ATLETA E’ LUI STESSO
Ecco perché:
-
Nessuno conosce i punti forti o i punti deboli di un atleta come
li conosce lui stesso. L’atleta conosce a fondo il proprio corpo e le reazioni,
più o meno fini, che lo stesso da ad un
determinato stimolo. E solo l’atleta ha la esatta percezione dello sforzo come anche
della sostenibilità di un dato allenamento. Cosi anche per la risposta del
corpo ad una determinata serie di ripetute o ad una sessione di endurance.
-
L’atleta sa esattamente cosa teme e cosa lo
motiva a far meglio. Quante volte, durante una sessione, vi siete immaginati di
essere in gara e di ottenere un certo risultato, di classifica o cronometrico,
per darvi maggior stimolo, oppure avete ascoltato una particolare musica e vi
siete accorti che la vostra velocità aumentava e veniva mantenuta senza grandi
difficoltà? Se lo avete fatto altre volte dopo la prima, significa che sapete
come motivare voi stessi.
-
Se sapete quale è il vostro obiettivo, sapete anche cosa è necessario fare per
raggiungerlo. Eventualmente avrete necessità di un tecnico, per affinare il
gesto, e magari di un allenatore, per farvi consigliare su una sessione
specifica. Magari un coach potrà darvi utili indicazioni su come gestire l’approccio
alla gara, MA il ruolo più importante, come allenatore, è il vostro. Dovete
registrare le vostre sensazioni su un diario e rivederle a posteriori, per capire
cosa funzionava in un determinato
periodo e perché, e quindi riproporre quegli stimoli al momento giusto.
-
La gratificazione che da il raggiungimento dell’obiettivo
è propria dell’atleta e di nessun altro. I tecnici, gli allenatori, i coach,
possono solo immaginare e affiancare l’atleta che gioisce. E questa gratificazione è un fattore
determinante per gli allenamenti successivi e per le altre sfide che tutti i
giorni ognuno di noi deve affrontare.
Ciò non significa che non sia
necessario avere il supporto di Istruttori, Allenatori e Coach, anzi, tutt’altro. Ma l’atleta non fornisce esclusivamente
la prestazione, bensì la modula, poiché è veramente l’unico soggetto a
conoscere esattamente il proprio corpo,
quindi la macchina che occorre far funzionare a dovere per ottenere la
prestazione desiderata.
L’unica accortezza che l’atleta
deve avere, quando si auto allena, è quella di essere “sincero” con se stesso, di
non sovrastimare o sottostimare le proprie potenzialità, così come i propri
obiettivi, di non sottostimare eventuali infortuni così come di ascoltare i
segnali che il corpo dà.
Quando l’atleta riesce a fare
questo, diventa l’allenatore di se
stesso.
Se poi un atleta, per varie
ragioni, preferisce non “pensare” troppo a tutti i fattori che interagiscono con
la preparazione e la prestazione, allora può investire del compito un
Allenatore. Ma attenzione!!! Rimane fondamentale il report (e non semplicemente
i dati forniti dal computer da polso…) che il soggetto deve dare a chi lo
prepara. Senza questo report, o con un report poco preciso, il compito dell’allenatore
difficilmente porta vantaggi tangibili.
A Voi la scelta, dunque, anzi, la
sfida.
domenica 10 gennaio 2016
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